Aldo Grasso su Lost e RaiDue

Dal Corriere della Sera di ieri, Aldo Grasso commenta sugli ascolti di Lost:

Come nei vecchi circuiti cinematografici, che prevedevano prima, seconda e terza visione, così per la tv di oggi lo spettacolo si articola, talvolta, in tre tempi distinti. E’ accaduto per la seconda, attesissima stagione della serie di culto «Lost», approdata dopo ben due anni e mezzo sulla tv generalista. Gli spettatori sono molto calati rispetto alla prima stagione, passando da una media di quasi 4 milioni, a poco meno di due milioni e mezzo. Nel frattempo era accaduto qualcosa: i più appassionati avevano già visto le puntate.

Il caso di «Lost» è esemplare di un sistema televisivo multi-piattaforma non ancora compiuto, come è quello italiano. La seconda stagione di «Lost» ha avuto il suo primo impatto con i telespettatori italiani fuori dalla tv. Il «core fandom», i fan duri e puri, hanno «scaricato» la serie da internet e l’ hanno vista sullo schermo del pc. Ma quanti sono questi appassionati? La stima non è semplice: si tratta di un fenomeno del tutto underground. Ma, considerato il fatto che le connessioni «a banda larga», ovvero le linee internet super-veloci, hanno raggiunto gli 8 milioni; e valutata la velocità e la frequenza con cui le puntate vengono «richieste» nelle comunità «peer-to-peer», come «eMule», si può fare una stima di qualche decina di migliaia di webspettatori. A questi vanno aggiunti i fan di «secondo grado», che hanno fruito della serie su «Fox» nel pacchetto Sky. Per alcune puntate il barometro Auditel (dati ufficiosi) ha raggiunto i 500mila spettatori. Infine arrivano i «Losties» della tv generalista. Negli Usa questo «consumo multi-piattaforma» è diventato business grazie a siti come iTunes da cui si scaricano le puntate a 1,99 dollari.

Sono sufficienti questi numeri, ovvero quelli dei fan più appassionati, per spiegare il calo di «Lost» su Raidue? A ben vedere no, perché la tv raggiunge comunque la platea potenziale più ampia. E, come gli Usa insegnano, il «consumo multi-piattaforma» ingenera per lo più un passaparola che rafforza, invece che indebolire, gli show sulla tv generalista (come per il seguitissimo e «scaricatissimo» «Grey’ s anatomy»).

2 risposte a Aldo Grasso su Lost e RaiDue

  1. Pibe scrive:

    Certo che bastano i numeri a spiegare il calo degli ascolti con una dovuta precisazione finale; infatti è proprio l’effetto boomerang ingenerato dal passaparola su questa Serie Tv, (è già CULT ancora prima di arrivare a metà strada), che ha portato gli appassionati a NON aspettare la RAI ed a scaricare le Stagioni successive da Internet. L’Italia è l’ultima in ordine di tempo come nazione civilizzata (?) ad aver visto proiettata la seconda Stagione sulla TV generalista; e c’è voluto 1 anno e mezzo !
    Tutti e dico tutti sono ricorsi alla banda larga per vedere ciò che negli altri Paesi avevano già visto e non mi riferisco solo agli Stati Uniti ma anche a tutta Europa.
    E’ chiaro però che la casalinga che pretende di vedere questo Telefilm CULT, un pò distrattamente come segue una telenovela o una fiction, NON si è potuta appassionare più di tanto visto che LOST va seguito con molta attenzione per il particolare e magari la puntata va registrata e rivista per capire certe cose. Nelle fiction se perdi 2 puntate, o le vedi mentre cucini, non succede nulla . . . in tutti i sensi . . . eppoi gli attori, il paragone mi sembra alquanto improponibile !!
    Ma questo discorso vale anche e soprattutto per gli altri Telefilm in onda su tutti i Canali TV visto che LOST si Eleva sugli altri di varie “spanne”. Infatti, come per le fiction, se perdi una o più puntate puntate di Grey’s Anatomy, di CSI New York, Medium e perfino Dottor House, sei certo che poi quando riprenderai avrai il filo del discorso sempre chiaro visto che in genere salvo intrecci sentimentali sono puntate fini a se stesse, con LOST se perdi 10 minuti devi andare a recuperarli per forza.
    Da tutto questo discorso si evince anche che le Televisioni ci propinano ciò che in effetti meritiamo (grande fratello, fiction stupide ecc. ecc.) perchè il grosso della gente preferisce l’intrattenimento che non fa pensare magari meglio con i soliti Dottori e le solite storie d’amore di contorno, ai film realizzati bene ed in questo caso ad un telefilm veramente geniale, ricco di trovate ed imprevisti con una trama solida, che lascia il telespettatatore a bocca aperta e realizzato con la qualità di un “grosso” film.
    Voglio fare una scommessa : se si sommeranno alla fine dei conti la Banda Larga, gli ascolti su FOX e gli ascolti sulla RAI sono pronto a dire che saranno di gran lunga i maggiori di qualsiasi altra serie !!!

  2. claui scrive:

    Sono d’accordo con Pibe. La qualità del prodotto Lost è elevatissima, ma ti costringe a seguirlo e come già detto, a rivederlo, perchè il gusto è nella sorpresa della trovata, dalla fantasia colta e sottile di tantissime situazioni, la cura dei flash-back che sono dei corti d’autore.
    Per gli ascolti credo succeda questo: in rai vi è il crollo per una serie di fattori, perchè la prima serie, che l’ha fatta conoscere al grande pubblico ha fatto il botto, ha creato due generi di ascoltatori. Il primo è quello incuriosito ma desideroso di capire in fretta che succede, e quindi alla lunga molla e si stanca. Il secondo invece, ha costruito una fidelizzazione che lo porta ad organizzarsi con internet. Considerando il target di ascoltatori (non proprio la casalinga di Voghera che stira e prepara il pranzo del giorno dopo), il fatto che molti vadano in rete e prendersi la propria puntata, per poi rivederla per quel che serve, è una facilmente prevedibile.
    Certo Lost è un genere veramente a parte nel panorama dei telefilm seriali; è chiaro che quelli di corsia d’ospedale continuano ad aver fortuna al di là delle buone varianti proposte, ti consentono una fruizione meno obbligata, (House rimarrà sempre quel irresistibile scorbutico..).

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